Certificazione energetica come opportunità anche per l’ambiente

Oltre ad adottare buone abitudini come limitare il consumo d’acqua, spegnere il riscaldamento quando non necessario e staccare le spine degli elettrodomestici, il primo passo per migliorare l’efficienza della propria abitazione è

richiedere una certificazione energetica.

Questo strumento permette di avere una panoramica realistica dei consumi e, sebbene venga spesso considerato alla stregua dell’ennesimo “onere economico”, è un mezzo affidabile per rendere il proprio appartamento più sostenibile identificandone la classe energetica.

Infatti, l’APE (Attestato di Prestazione Energetica) è stata introdotta per la prima volta in ambito europeo con lo scopo di incentivare una nuova consapevolezza per quanto riguarda consumi e tutela dell’ambiente, sia per la costruzione di nuovi edifici che per il miglioramento degli esistenti.

Se redatta da professionisti certificati, la certificazione energetica è una straordinaria opportunità per migliorare i consumi di un appartamento: giovando a salute, bolletta e ambiente.

La certificazione energetica attesta il consumo di un’abitazione per Kwh/mq2 all’anno e classifica i consumi su una scala decrescente dalla classe A4, la più performante, alla G. È obbligatorio per tutti coloro che si apprestano a vendere, locare o costruire un edificio, appartamento o attività commerciale.

Infatti questo documento permette, da un lato di attribuire il giusto valore ad un immobile, dall’altro di orientare eventuali interventi di ristrutturazione. È dunque fondamentale che venga redatta da professionisti certificati, e rilasciata solo dopo un minuzioso sopralluogo.

In questo panorama idilliaco, i fatti possono prendere una pessima piega. Infatti, il costo della vita spesso proibitivo porta molte persone ad affidarsi a società improvvisate che promettono il rilascio di una certificazione energetica online low cost. È bene sottolineare il peso di questa scelta efferata, in quanto il risparmio iniziale è controbilanciato dal rischio tangibile di spese ulteriori: se al vostro bene immobile dovesse essere assegnata una classe inferiore a quella reale questo subirebbe una svalutazione. Inoltre, operatori poco preparati potrebbero convincervi a investire in lavori strutturali non necessari, facendovi perdere tempo e denaro.

Pubblicato in Certificazione Energetica | Lascia un commento

Costo certificazione energetica e quando non la devi fare!

costo certificazione energetica appartamento

Qual è il costo della certificazione energetica, oggi necessaria per ogni tipo di immobile? Quali sono le spese alle quali andiamo incontro? Il costo della certificazione energetica casa impatta molto sulle nostre finanze? Vediamolo insieme, nella guida che ti spiegherà come muoverti, come risparmiare (nel caso in cui sia possibile) e quanto pagare.

In Questo Articolo ti Parliamo di:

  • 1 L’attestato di prestazione energetica
  • 2 Occhio alle offerte su internet: c’è bisogno di un certificatore abilitato
  • 3 Chi può offrirci la certificazione energetica o APE?
  • 4 Quanto costa l’APE?
  • 5 C’è modo di risparmiare su questa spesa?
  • 6 In quali casi si può non fare la certificazione APE?

L’attestato di prestazione energetica

La normativa vigente indica come necessario l’attestato di prestazione energetica (APE), che è poi il documento che vale come attestato di certificazione energetica del nostro immobile.

La prestazione energetica della casa deve oggi essere obbligatoriamente mostrata sugli annunci, tanto per l’affitto quando per la compravendita, ed è obbligatorio averlo per ogni tipo di immobile, con rare eccezioni.

Le sanzioni sono estremamente pesanti: si parte dai 3.000 euro fino ai 18.000 euro, con le multe che sono leggermente più basse nel caso in cui si dovesse stipulare un contratto di locazione senza che il certificato energetico sia presente.

Diventa dunque necessario dotarsi del certificato, sia per le nuove costruzioni che per quelle vecchie, dato che i costi, nel caso in cui venissimo multati, sarebbero enormemente più alti di quelli della certificazione stessa.

Occhio alle offerte su internet: c’è bisogno di un certificatore abilitato

Le offerte su internet per le certificazioni energetiche con costo basso si sprecano. Puoi trovarne davvero per pochissime decine di euro, con un risparmio relativamente sostanziale nei confronti dei prezzi praticati dai professionisti “offline”.

Non ne vale la pena, nel senso che se non hai modo di verificare che chi ti propone l’attestazione a prezzo scontato sia effettivamente un soggetto autorizzato, meglio lasciar perdere e rivolgersi ad un professionista di zona che sia in grado di dimostrarti di essere effettivamente in possesso della certificazione necessaria.

Internet può essere fonte di ottime occasioni, ma quando le multe sono così alte, meglio andare con i piedi di piombo. Della questione si sono occupate anche diverse associazioni di consumatori, con risultati non esattamente edificanti e con molti sedicenti certificatori che offrivano i loro servizi online che in realtà non erano in possesso della certificazione autentica per operare.

Chi può offrirci la certificazione energetica o APE?

Tutti i professionisti abilitati tramite certificazione. Per ottenere la certificazione è necessario averne i requisiti di legge.Tali servizi sono offerti tipicamente da specialisti quali architetti, ingegneri civili e geometri purchè abilitati ed iscritti negli appositi albi professionali.

Quanto costa l’APE?

Il prezzo è determinato dal libero professionista. Nelle grandi città il costo si aggira intorno ai 150 euro per un appartamento, e possono leggermente salire come costo certificazione energetica casa nel caso di stabile di proporzioni maggiori.

Il costo comunque oscilla in linea di massima, sul territorio nazionale, tra i 100 e i 160 euro, con minime variazioni.

Dato che la certificazione è uguale a prescindere da chi la rilasci (a patto che ovviamente sia certificato) può avere senso cercare di risparmiare, chiedendo a diversi professionisti un preventivo.

Difficilmente comunque riusciremo a scendere al di sotto di quanto abbiamo appena scritto.

C’è modo di risparmiare su questa spesa?

No, se non cercando di abbattere il costo dell’attestato classe energetica casa cercando un professionista che chieda meno. Come abbiamo detto prima, ha spesso poco senso cercare di affidarsi alle offerte che frequentemente troviamo su internet: spesso ci sono dietro delle truffe e dovremo essere certi di trovarci davanti ad un professionista serio o ad uno studio comunque certificato.

La certificazione APE rilasciata da professionisti non abilitati non ha alcun valore legale e sarebbe come non averla mai fatta, con il rischio di incorrere nelle sanzioni di cui abbiamo parlato poco sopra.

In quali casi si può non fare la certificazione APE?

I casi nei quali si può evitare di allegare l’APE sono i seguenti:

  • Edifici adibiti a luogo di culto
  • Fabbricati agricoli che non sono adibiti a residenza, che non hanno impianti di climatizzazione
  • Fabbricati isolati con una superficie ai 50 mq
  • Fabbricati collabenti, abbandonati, oppure ruderi
  • Fabbricati che sono adibiti a garage o autorimesse
  • Fabbricati industriali, artigianali, serre, che sono riscaldati con combustione di reflui non impiegabili in altro modo
  • Manufatti marginali come legnaie e portici

In tutti questi casi potrai evitare di procedere con l’APE, risparmiando il costo dell’attestato energetico in questione.

Pubblicato in Certificazione Energetica | Lascia un commento

AQE: di cosa si tratta e quando è obbligatorio redigerlo

 

Sai quali sono tutti i documenti obbligatori quando realizzi un nuovo impianto in casa o quando decidi di fare lavori di ristrutturazione?

Hai mai sentito parlare di AQE o di APE? Questi acronimi simili ti confondono e senti il bisogno di mettere ordine nei tuoi pensieri?

L’articolo 3, comma 2 del Disegno di Legge 192/2005 indica quali sono i tuoi obblighi in fatto di documenti e certificazioni, soprattutto oggi che la prerogativa essenziale delle costruzioni è quella di ottenere il massimo in materia di risparmio energetico.

Uno di questi documenti si chiama proprio AQE (Attestato di Qualificazione Energetica) ed è bene stare attenti a non confonderlo con l’APE.

Vediamo nei dettagli di che cosa si tratta, in quali casi specifici è obbligatoria e in quali punti si differenzia dall’APE, cioè dall’Attestato di Prestazione Energetica, così sarai certo di essere in regola e di aver svolto correttamente tutte le procedure necessarie.

Attestato di Qualificazione Energetica AQE: che cos’è

L’acronimo AQE si riferisce all’Attestato di Qualificazione Energetica, cioè a un documento che sintetizza le caratteristiche energetiche dell’edificio. Contiene la classe di appartenenza dell’edificio e i fabbisogni di energia primaria.

L’attestazione AQE è obbligatoria in alcuni casi, cioè quando si tratta di edifici di nuova costruzione, di nuovi impianti installati in edifici già esistenti o di lavori di ristrutturazione integrale degli elementi edilizi che costituiscono l’involucro di edifici esistenti di superficie utile superiore ai 1000 metri quadrati, oppure ancora quando c’è uncaso di demolizione e di successiva ricostruzione (in manutenzione straordinaria di edifici esistenti di superficie utile superiore ai 1000 metri quadrati).

Altre situazioni in cui c’è obbligo di Attestato di Qualificazione Energetica sono:

  • l’applicazione integrale, ma limitata al solo ampliamento dell’edificio nel caso in cui l’ampliamento stesso risulta con volume superiore al 20% dell’intero edificio esistente;

  • la sostituzione di generatori di calore.

L’Attestato di Qualificazione Energetica viene redatto attraverso un software (“software Aqe”), cioè il software Termo (aggiornato al D.M. 26/06/2015) che permette di crearlo in conformità alle nuove linee guida nazionali del 2015.

L’AQE viene firmato dal direttore nella fase di fine lavori ( “Aqe fine lavori”) in modo tale da adempiere ai suoi obblighi, cioè asseverare come sono state realizzate le componenti che interessano gli aspetti energetici dell’edificio. È importante ci sia quindi coerenza tra i dati presenti nell’AQE e quello che è stato definito in fase di progetto nella relazione energetica (chiamata anche ex “legge 10”)

Il direttore dei lavori che omette la presentazione dell’AQE può incorrere in sanzioni tra 1000 euro e 6000 euro. Inoltre, la dichiarazione di fine lavori è inefficace se la stessa non è accompagnata dall’AQE asseverato.

 Aqe Ape: quali sono le differenze

Ape è invece l’acronimo di Attestato di Prestazione Energetica e più precisamente lo possiamo definire come un certificato che sintetizza le caratteristiche energetiche di ogni unità immobiliare. L’Ape è un documento obbligatorio che indica la stima precisa delle prestazioni energetiche di un’unità immobiliare con una scala da A a G residenziale e commerciale.

Quando si vende o si ristruttura in maniera radicale la propria casa o quando si stipula un nuovo contratto di locazione oppure quando si deve pubblicare un nuovo annuncio inerente all’immobile è obbligatorio stendere l’Ape. La sua produzione è necessaria anche nel caso di richiesta di accesso alle detrazioni fiscali dal reddito IRPEF.

Per richiedere l’Attestato di Prestazione Energetica è necessario essere in possesso di vari documenti. Bisogna presentare obbligatoriamente il documento di identità in corso di validità del proprietario dell’immobile insieme al rapporto – anch’esso in corso di validità – di controllo della caldaia centralizzata o autonomo, oltre alla visura catastale e allaplanimetria dell’unità immobiliare per la quale si richiede l’Ape.

Questo certificato obbligatorio, una volta emesso, non dura per sempre ma ha una validità limitata a dieci anni se l’immobile in questione è in regola con tutti i controlli dell’impianto termico.

Va comunque rinnovata se si effettuano dei lavori di ristrutturazione che comportano la modifica delle prestazioni energetiche dell’unità immobiliare.

Colui che emette la certificazione può assegnare all’Attestato di Prestazione Energetica (APE) una validità della durata di dieci anni solo se sono rispettate tutte le normative sul risparmio energetico, altrimenti la validità è limitata a un periodo di durata inferiore, cioè fino al 31 dicembre dell’anno successivo.

L’Ape viene rilasciato in seguito a un sopralluogo e i tempi per ottenerlo oscillano tra un minimo di due giorni a un massimo di cinque giorni dal momento in cui viene effettuato il sopralluogo.

Attestato di Prestazione Energetica costi: il prezzo per il rilascio di un Attestato di Prestazione Energetica (Ape) è di 100 euro più Iva e non varia in base ai metri quadri dell’unità immobiliare e include anche il sopralluogo del tecnico, la redazione del certificato e il deposito della documentazione necessaria presso la regione di competenza.

Dopo aver visto nei dettagli le caratteristiche di questa certificazione, passiamo alle differenze con l’AQE di cui abbiamo parlato all’inizio.

L’Attestato di Qualificazione Energetica (AQE) si differenzia dall’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per alcuni aspetti di importanza fondamentale: l’Aqe può essere redatto anche da un tecnico abilitato che è stato coinvolto nei lavori dell’edificio da valutare, mentre nel caso dell’Ape, colui che si occupa della stesura del certificato energetico è estraneo alle altre fasi del processo di progettazione e realizzazione, in quanto assume solo il ruolo di collaudatore.

Inoltre l’AQE non prevede l’assegnazione di una classe energetica, ma solo una proposta di classe energetica nella quale inserire l’immobile. Infine, va consegnato al Comune mentre l’Ape è da consegnare alla Regione.

È importante sottolineare che, al di là di quanto previsto dall’articolo 8, comma 2, del decreto legislativo 19 agosto 2005 n. 192, l’AQE è facoltativo e può essere predisposto dall’interessato al fine di semplificare il successivo rilascio dell’APE.

L’Attestato di Qualificazione Energetica è complementare rispetto all’Attestato di Prestazione Energetica. Nel redigere un APE, infatti, il certificatore è tenuto a tener conto dei dati ricavabili dall’AQE, forniti dal richiedente e a valorizzarli, se ritenuti attendibili, per la stesura dell’Attestato di Prestazione Energetica.

Pubblicato in Certificazione Energetica | Lascia un commento

Bonus edilizi e proroghe, via libera dal Senato alla Legge di Bilancio 2018

Il 1 dicembre l’Aula del Senato ha licenziato la Manovra 2018 – Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020 – con la votazione finale preceduta dall’approvazione, con 149 voti favorevoli e 93 contrari, dell’emendamento 1.700, interamente sostituivo degli articoli della prima sezione del disegno di legge.

Ecco alcune delle principali misure della Legge di bilancio 2018, che passa ora all’esame della Camera dei Deputati.

AGEVOLAZIONI PER GLI INTERVENTI DI EFFICIENZA ENERGETICA NEGLI EDIFICI, DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA E PER L’ACQUISTO DI MOBILI. È introdotta – sintetizza un dossier del Servizio studi del Senato – la proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2018, della misura della detrazione al 65 per cento per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici (c.d. ecobonus). La detrazione è ridotta al 50 per cento per i seguenti interventi: acquisto e installazione di finestre e infissi, di schermature solari, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione oppure con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

È possibile cedere la detrazione anche nel caso di interventi di riqualificazione energetica effettuati sulla singola unità immobiliare.

Nell’ambito del Fondo nazionale per l’efficienza energetica è istituita una sezione dedicata al rilascio di garanzie su operazioni di finanziamento di interventi di riqualificazione energetica, con una dotazione di 50 milioni di euro.

Si dispone inoltre la proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2018, della misura della detrazione al 50 per cento per gli interventi di ristrutturazione edilizia.

È prorogata per l’anno 2018 anche la detrazione al 50 per cento per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, limitatamente a quelli connessi a ristrutturazioni iniziate a decorrere dal 1° gennaio 2017.

Si prevede l’utilizzabilità di tutte le detrazioni (riqualificazione energetica, ristrutturazione edilizia, sisma bonus) da parte degli IACP e assimilati. Le detrazioni maggiorate previste per gli interventi antisismici (c.d. sisma bonus) possono essere utilizzate anche dagli IACP e assimilati su immobili di loro proprietà, ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica, nonché dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

DETRAZIONE AL 65% ESTESA AI MICRO-COGENERATORI. L’ecobonus 65% viene esteso anche all’acquisto – fino al 31 dicembre 2018 – e alla posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro.

Per poter usufruire dello sconto fiscale la posa dei micro-cogeneratori deve determinare un risparmio di energia primaria (pes) pari ad almeno il 20%.

RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO, CHIARIMENTI SULL’IVA AGEVOLATA AL 10%. Una norma fornisce una interpretazione autentica della norma che disciplina l’aliquota Iva agevolata al 10 per cento per i beni significativi nell’ambito dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.

La determinazione del valore dei ‘beni significativi’ deve essere effettuata sulla base dell’autonomia funzionale delle parti staccate rispetto al manufatto principale. La fattura emessa dal prestatore che realizza l’intervento di recupero agevolato deve indicare, oltre al servizio oggetto della prestazione, anche il valore dei beni di valore significativo

BONUS VERDE. Viene introdotta, limitatamente all’anno 2018, una detrazione del 36 per cento dall’IRPEF delle spese sostenute (nel limite massimo di 5.000 euro) per interventi di “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni. Si usufruisce della detrazione anche per le spese relative alla realizzazione di impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde e di giardini pensili.

CEDOLARE SECCA RIDOTTA PER ALLOGGI A CANONE CONCORDATO. È prorogata di ulteriori due anni – 2018 e 2019 – la “cedolare secca” al 10% per i contratti a canone concordato.

BONUS 19% ASSICURAZIONE CASA CONTRO LE CALAMITÀ NATURALI. Tra le spese detraibili al 19 per cento dall’Irpef sono inseriti i premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi stipulate relativamente a unità immobiliari ad uso abitativo. Le stesse polizze sono interamente esentate dalla imposta sulle assicurazioni.

Le due misure si applicano esclusivamente per le nuove polizze stipulate a decorrere dal 1° gennaio 2018.

ANTINCENDIO, PROROGA AL 30 GIUGNO 2019 PER L’ADEGUAMENTO DEGLI ALBERGHI CON PIÙ DI 25 POSTI LETTO. Nuovo rinvio fino al 30 giugno 2019 dell’adeguamento delle norme antincendio da parte delle attività ricettive turistico-alberghiere con più di 25 posti letto. Un sub-emendamento a firma delle Autonomie prevede inoltre – segnala Confesercenti – che gli alberghi potranno avvalersi della nuova proroga solo se, entro il 1° dicembre 2018, consegneranno al comando provinciale dei Vigili del fuoco la Scia parziale, attestante il rispetto di almeno quattro prescrizioni.

Le prescrizioni riguardano la resistenza al fuoco delle strutture, reazione al fuoco dei materiali; compartimentazioni; corridoi; scale; ascensori e montacarichi; reazione al fuoco dei materiali; vie d’uscita ad uso esclusivo, con esclusione dei punti ove è prevista la reazione al fuoco; vie d’uscita a uso promiscuo, con esclusione dei punti dove è prevista la reazione al fuoco di materiali; locali adibiti a deposito.

PROROGATI GLI INCENTIVI PER L’ENERGIA DA BIOMASSA, BIOGAS E BIOLIQUIDI SOSTENIBILI. Sostegno fino al 31 dicembre 2020 per i produttori di energia rinnovabile a biomassa, biogas e bioliquidi sostenibili che non vedranno più riconoscersi l’incentivo entro il 31 dicembre 2018. La modifica riguarda il comma 149 della Legge di Stabilità 2016 che prevedeva già questo beneficio per gli impianti che avevano cessato al 1° gennaio 2016, o che avrebbero cessato entro il 31 dicembre 2016, di beneficiare degli incentivi.

Viene introdotta una nuova finestra per beneficiare della proroga del regime incentivante previsto dal decreto interministeriale del luglio 2012 nella misura, però, dell’80%. L’incentivo è erogato dal Gse dal giorno successivo alla data di cessazione del precedente regime.

FONDO DA 390 MILIONI PER LA MESSA IN SICUREZZA DEGLI EDIFICI PUBBLICI. La commissione Bilancio del Senato ha approvato all’unanimità – riferisce Public Policy – un emendamento del Pd che introduce un fondo al Ministero delle Infrastrutture per la progettazione degli enti locali, per il cofinanziamento della redazione di progetti di fattibilità tecnica ed economica e dei progetti definitivi degli enti locali di opere destinate alla messa in sicurezza di edifici e strutture pubbliche.

390 Milioni di euro in 13 anni. La dotazione del Fondo è di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2030. Si prevede che possano essere finanziati anche i costi connessi alla redazione dei bandi di gara, alla definizione degli schemi di contratto e valutazione della sostenibilità finanziaria dei progetti. I dettagli applicativi di utilizzo del Fondo sono poi demandati a un decreto del Mit.

Il Mit, viene stabilito, potrà stipulare apposita convenzione con la Cdp che disciplina le attività di supporto e assistenza tecnica connesse esclusivamente all’utilizzo delle risorse del Fondo. Gli enti locali che beneficeranno del cofinanziamento del Fondo dovranno affidare la progettazione finanziata entro tre mesi dalla comunicazione di ammissione al cofinanziamento e a pubblicare il bando di gara per la progettazione esecutiva entro 18 mesi dall’approvazione del progetto definitivo. E sarà il Mit che vigilerà sul rispetto di queste norme.

MAGGIORI SPAZI FINANZIARI AI COMUNI PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO. Un altro emendamento alla Manovra approvato prevede maggiori spazi finanziari per gli investimenti dei Comuni, finanziati con avanzo di amministrazione o da operazioni di indebitamento, finalizzati al ripristino e alla messa in sicurezza del territorio, a seguito di danni derivanti da eccezionali eventi metereologici per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza nell’anno precedente alla data di richiesta di spazi finanziari.

PIÙ TEMPO PER GLI INTERVENTI DI EDILIZIA SANITARIA. Sono stati approvati, sempre della commissione Bilancio del Senato, due emendamenti identici che concedono più tempo alle Regioni e alle Province autonome per realizzare gli interventi del programma di ristrutturazione dell’edilizia sanitaria.

In particolare, gli emendamenti intervengono sulla Finanziaria 2006 dando più tempo, 30 mesi anziché 18, dalla sottoscrizione degli accordi di programma per l’attuazione degli interventi e più tempo, 18 mesi anziché 9 mesi, per la loro aggiudicazione. (fonte: Public Policy)

SISMA CENTRO ITALIA, 1 ULTERIORE MILIARDO PER LA RICOSTRUZIONE. Il disegno di legge di Bilancio 2018 prevede “un ulteriore miliardo di euro di investimenti per finanziare il nuovo piano di ricostruzione delle opere pubbliche nelle aree del centro Italia colpite dai terremoti.

Risorse finanziarie disponibili, previste nel Bilancio pluriennale dello Stato per la ricostruzione degli edifici pubblici, scuole, sedi comunali, caserme delle forze dell’ordine”, sottolinea il commissario straordinario per la ricostruzione nei territori colpiti dai terremoti del 2016, Paola De Micheli.

“Investimenti che si aggiungono a quelli già programmati nell’ultimo anno e che vedono un impegno complessivo di 2 miliardi di euro”.

Inoltre, la Legge di Bilancio in discussione in Parlamento “prevede per i Comuni inseriti nel cratere la sospensione del pagamento dei mutui fino alla fine del 2018. E per agevolare i lavoratori dipendenti e i pensionati beneficiari della ‘busta paga pesante’, viene disposto un allungamento dei tempi di rateizzazione da 9 a 24 mesi”.

Pubblicato in Risparmio energetico | Lascia un commento

Produrre acqua potabile grazie ai pannelli solari

I pannelli Zero Mass Water sfruttano il vapore acqueo presente nell’atmosfera per produrre sia acqua potabile che energia

Luce solare + Aria = Acqua.

È questa l’equazione che sta alla base dell’innovativo idropannello sviluppato dalla startup statunitense Zero Mass Water, con sede in Arizona. I pannelli SOURCE catturano il vapore acqueo presente nell’aria e lo trasforma in liquido. All’apparenza somiglia ai classici pannelli fotovoltaici ma, invece di produrre solo elettricità, genera acqua potabile con un potenziale di assorbimento – per ciascun pannello – fino a 10 litri di acqua al giorno.
Come funziona? Ogni sistema SOURCE è costituito da un pannello solare standard affiancato da due idropannelli in grado, uno di generare calore e l’altro di assorbire l’umidità dall’aria. L’energia prodotta dal pannello solare viene utilizzata per far evaporare l’acqua, eliminare le sostanze inquinanti e riportarla allo stato liquido. L’acqua così ottenuta viene quindi filtrata attraverso diversi strati di minerali tra cui calcio e magnesio per renderla potabile e condensata in un serbatoio di bordo da 30 litri. Il deflusso del dispositivo può essere così collegato direttamente al rubinetto all’interno dell’edificio per facilitarne l’uso.
Installazione anche nelle zone aride. La quantità di umidità presente nell’atmosfera e l’energia solare disponibili influenzano il suo funzionamento e la resa stessa del sistema. Tuttavia, con Zero Mass Water anche le regioni a bassa umidità e quelle aride possono effettivamente beneficiare di questa tecnologia. L’amministratore delegato della compagnia, Cody Friesen, ha citato come esempio il sistema installato in cima al suo quartier generale. “Il nostro assortimento nel quartier generale di Zero Mass Water a Scottsdale, in Arizona, produce acqua per tutto l’anno nonostante la bassa umidità relativa. L’area di Phoenix-Metro può scendere al di sotto del 5% di umidità relativa in estate, e SOURCE produce ancora acqua in queste condizioni incredibilmente secche “.

Il ritorno dell’investimento. Al momento, il sistema a due pannelli costa 4.000 dollari, più l’installazione. L’intero sistema è stato progettato per durare 10 anni per un investimento medio giornaliero di 1,23 dollari che, quantificato in investimento per litro d’acqua prodotto, si traduce in una cifra tra gli 0,12 e gli 0,30 dollari al giorno.
Acqua potabile per i Paesi con ridotte risorse idriche. Per il momento questa tecnologia è stata installata soprattutto nelle zone più remote del mondo, dove trovare acqua potabile è un’impresa ardua. Questi pannelli non saranno la soluzione definitiva ai problemi relativi alla disponibilità di acqua potabile, ma rappresentano sicuramente un’ottima soluzione tampone in vista dei progressi della tecnologia.

Pubblicato in Fonti Rinnovabili | Lascia un commento

Edifici scolastici, da Enea l’app che misura consumi energetici e vulnerabilità sismica

Si chiama Safe School 4.0 ed è l’applicazione per smartphone e tablet che misura i consumi energetici e la vulnerabilità sismica degli edifici scolastici per programmare in modo più economico e sostenibile gli interventi di messa in sicurezza e riqualificazione energetica.

Realizzata dai ricercatori ENEA per la Campagna nazionale sull’efficienza energetica Italia in Classe A, l’App sarà presentata ufficialmente mercoledì 8 novembre presso l’Hub ENEA (Padiglione B5) a Key Energy/Ecomondo, il salone dell’energia e della mobilità sostenibile in programma a Rimini Fiera dal 7 al 10 novembre.

Concepita per supportare i tecnici e i responsabili delle diagnosi energetiche nei rilievi energetici e strutturali delle scuole, Safe School 4.0 fornisce una prima valutazione degli interventi per il miglioramento della funzionalità, gestione e prestazioni sia dal punto di vista dell’efficientamento energetico che da quello strutturale. L’applicativo mette inoltre a confronto i consumi reali dell’immobile con il fabbisogno energetico di riferimento per gli edifici scolastici, assegnando ad ogni fabbricato una classe di merito (buono/sufficiente/insufficiente) sia per i consumi da riscaldamento che per quelli elettrici.

Una volta inserite le informazioni nelle apposite sezioni sarà possibile ottenere: un report dei rilievi completo di foto; il livello della classe di merito energetica e degli interventi per ottimizzarne la prestazione; il livello della vulnerabilità strutturale e delle azioni per migliorare la sicurezza dell’edificio; un file contenente tutte le informazioni inserite dal tecnico. In base ai dati forniti, per individuare le aree in cui le scuole richiedono i maggiori interventi, l’ENEA realizzerà una piattaforma informatica di pianificazione strategica per un unico progetto di recupero degli edifici esistenti che preveda anche il miglioramento strutturale delle costruzioni in base alle diverse criticità territoriali, ambientali e climatiche.

Pubblicato in Risparmio energetico | Lascia un commento

Utilizzare correttamente l’impianto di riscaldamento: 7 consigli

Come utilizzare correttamente e consapevolmente l’impianto di riscaldamento in modo da mantenerne la sicurezza e l’efficienza energetica? Cna Installazione e Impianti in proposito propone alcuni pratici ed essenziali consigli per gli utenti.

Eccoli:

1. Rivolgersi esclusivamente ad installatori abilitati

Affinché l’installazione e la manutenzione del proprio impianto venga fatta a regola d’arte, rivolgersi ad un installatore abilitato ai sensi del DM 37/08

2. Far controllare l’impianto periodicamente

Gli interventi di manutenzione sull’impianto, devono essere eseguiti secondo la periodicità prestabilita dall’installatore dell’impianto medesimo (è consigliabile un controllo annuale). Qualora abbia omesso di indicarla che ci si deve riferire alle istruzioni tecniche elaborate dal costruttore del generatore di calore. Il tecnico abilitato, sia esso l’installatore che il manutentore dell’impianto, deve inoltre dichiarare per iscritto al proprio cliente quali siano le operazioni di controllo e manutenzione di cui necessita l’impianto da loro installato o manutenuto per garantirne la necessaria sicurezza, nonché la frequenza con la quale queste operazioni devono essere effettuate

3. Far controllare le parti dell’impianto di riscaldamento più soggette ad usura

Ad esempio: ugelli gas, ventilatori, camera di combustione, pressostati, elettrodi, guarnizioni di tenuta.

4. Far effettuare le principali operazioni di manutenzione e controllo

Ad esempio: Pulizia dello scambiatore lato fumi, prova di tiraggio della canna fumaria, regolazione del funzionamento dei dispositivi di comando e regolazione, pulizia del bruciatore, verifica dei dispositivi di protezione, controllo e sicurezza, controllo della regolarità dell’accensione e del funzionamento, verifica visiva dell’assenza di perdite di acqua, che non siano presenti oggetti che impediscano il regolare deflusso dei prodotti della combustione, che non sia ostruita la presa d’aria

5. Installare le valvole termostatiche

A partire dal 30 giugno 2017 è diventato obbligatorio installare le valvole termostatiche, strumenti che aprono o chiudono la circolazione dell’acqua calda nel termosifone e consentono di mantenere costante la temperatura impostata, aiutando a concentrare il calore negli ambienti più frequentati e ad evitare sprechi

6. Usare correttamente i cronotermostati

Dato che surriscaldare la propria abitazione è dannosa sia per la salute che per il portafoglio, è opportuno regolare sia la temperatura (massimo 20-22°, ma anche 19° bastano ed avanzano) che le ore di accensione giornaliera che possono variare a seconda della zona climatica nella quale vi trovate

7. Non mettere ostacoli davanti o sopra il termosifone

“Coprire” il termosifone con rivestimenti vari o collocarci davanti un divano, delle tende etc. riduce significativamente la sua capacità di riscaldare l’ambiente con conseguente spreco di energia (e denaro)

Pubblicato in Risparmio energetico | Lascia un commento

Risparmio energetico ed efficienza energetica sono la stessa cosa?

In questo articolo parliamo della differenza tra efficientamento energetico (o efficienza energetica) e risparmio energetico, due azioni molto importanti che, in modo differente, portano ad un risparmio simile in termini economici per i privati e per le aziende.

Con questi due termini si intende non un solo intervento, bensì un gruppo di interventi distinti, mirati ad agire su due fronti che non sono contrastanti ma, anzi, sono complementari. Iniziando dalle definizioni, la differenza tra questi due termini la troviamo in una normativa europea, per la precisione la 2012/27/CE, che ci fa sapere che:

  • Il risparmio energetico è la quantità di energia risparmiata, determinata mediante una misurazione e/o una stima del consumo prima e dopo l’attuazione di una misura di miglioramento dell’efficienza energetica, assicurando nel contempo la normalizzazione delle condizioni esterne che influiscono sul consumo energetico;
  • L’efficienza energetica è invece, come definizione il rapporto tra un risultato in termini di rendimento, servizi, merci o energia e l’immissione di energia (infatti è semplicemente un rapporto; una casa degli anni ’20 ha un’efficienza energetica penosa, ma ha comunque un valore di efficienza energetica). Con il termine efficientamento energetico si intende il migliorare il valore dell’efficienza energetica.

Spiegato in modo un po’ più semplice, la differenza è quella che avrei con un’automobile. Se io faccio un viaggio in meno, ad esempio andando al supermercato una volta alla settimana e non due, ho un risparmio energetico, perché consumo meno carburante, mentre se io continuo ad andare al supermercato ma prendo una strada più corta, consumando così meno carburante, ho un efficientamento energetico perché ho raggiunto lo stesso scopo ma utilizzando meno risorse.

Le due cose possono essere combinate: se io vado una sola volta al supermercato e faccio la strada più corta ho sia il risparmio energetico che l’efficientamento energetico.

Capire la differenza tra queste due cose è molto importante, specialmente quando per raggiungere uno dei due obiettivi dobbiamo fare un investimento. E’ importante soprattutto per ottenere gli incentivi, che spesso non coprono tutto ma solamente alcuni lavori, che possono far parte dell’efficientamento energetico e non del risparmio o viceversa.

Cerchiamo quindi di capire quali interventi rientrano nell’uno e quali nell’altro caso, anche facendo riferimento ad alcuni documenti ufficiali degli enti che si occupano di energia elettrica, che è il tipo di energia su cui si possono raggiungere i risultati migliori da entrambi i punti di vista.

L’efficientamento energetico

Per definire gli interventi compresi nell’efficientamento energetico ci basiamo su un elenco di tipo semplificato, che definisce alcuni interventi-tipo che possono essere raggruppati nella definizione di “efficientamento energetico”.

Tra gli interventi che si possono comprendere in questo gruppo ci sono:

  • La sostituzione degli impianti di climatizzazione con caldaie più efficienti (a condensazione) o impianti alimentati da pompe di calore ad alta efficienza: sicuramente questi interventi rientrano a pieno titolo nell’efficientamento, perché si arriva a produrre la stessa quantità di calore utilizzando però meno energia.
  • La sostituzione degli scaldacqua con pompe di calore o con collettori solari per la produzione di acqua calda sanitaria, che è un’efficienza energetica per lo stesso motivo di prima;
  • L’installazione delle pompe di calore geotermiche, che permettono di risparmiare molta energia per il riscaldamento.
  • Gli accumulatori di energia elettrica, che portano ad una maggiore efficienza perché l’energia prodotta/pagata ma non accumulata viene sfruttata in un momento successivo.

Quanto si risparmia con l’efficientamento energetico?

L’efficientamento energetico, a differenza del risparmio, ha una misura che si più conoscere facendo una valutazione della classe energetica per l’immobile, e nel caso in cui acquistiamo casa o prendiamo una casa in affitto possiamo conoscere tra le informazioni sull’immobile.

La classe energetica si calcola come il combustibile consumato all’anno per metro quadro di superficie risparmiata, per cui più la classe è elevata (A), più il riscaldamento è efficiente, mentre nella classe G, la più bassa, il consumo è addirittura cinque volte superiore rispetto a quello della classe A, risultando una spesa consistente.

Il risparmio può quindi essere calcolato soprattutto sulla spesa per il riscaldamento: con un consulente che si occupa di energia e gas e che può fare la valutazione energetica dell’immobile prima e dopo i lavori (anche come stima, prima di fare i lavori) è possibile conoscere la differenza di classe energetica, che ad ogni lettera (A-G) fa corrispondere un quantitativo di litri di carburante consumato, all’anno, per metro quadro; facendo le opportune differenze è possibile quantificare in modo piuttosto preciso il risparmio annuale con un intervento di efficientamento energetico.

Il risparmio energetico

La definizione degli interventi che riguardano il risparmio energetico non è proprio chiarissima, principalmente perché la distinzione è “borderline” rispetto all’efficientamento.

Comunque, un documento dell’Agenzia dell’Entrate che si chiama “L’agenzia informa” ci fa sapere che gli interventi di risparmio energetico per i quali, in base ai singoli bandi, è possibile ottenere gli incentivi, sono:

  • La riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento: sicuramente è un modo per risparmiare energia, perché se si riduce il bisogno si riduce anche l’energia necessaria al riscaldamento; è una definizione però un po’ troppo generica.
  • Il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi): questo rientra a pieno titolo nel risparmio energetico. Isolare termicamente un edificio consente di non utilizzare affatto l’energia, perché si sfrutta meglio quella naturale (in particolare il sole, per il riscaldamento dell’abitazione), e questi lavori sono quindi tra i principali nell’ottica del risparmio energetico.
  • L’installazione di pannelli solari: anche i pannelli solari rientrano a pieno titolo nel risparmio energetico, perché se dal punto di vista del produttore è un’efficienza, per il cittadino è sicuramente un risparmio: non si utilizza l’energia acquistata ma la si produce, quindi non se ne acquista. Non è diverso dal mettere i doppi vetri alle finestre per sfruttare meglio il sole, per cui nel complesso è un risparmio. L’Agenzia non ne parla, ma possiamo comprendere nel risparmio anche quello derivante dalla produzione di energia da altre fonti rinnovabili come le turbine eoliche, disponibili anche nelle formulazioni da casa.
  • La sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale: l’Agenzia delle Entrate lo mette nel gruppo del risparmio, ma qui forse siamo più nel campo dell’efficienza: io raggiungo lo stesso risultato ma utilizzando lo stesso tipo di energia (elettrica, gas naturale); solo che ne consumo meno perché ho una caldaia/climatizzatore migliore, quindi ho una maggiore efficienza ma mi scaldo lo stesso.
Quanto si risparmia con il risparmio energetico?

E’ difficile dire una cosa del genere, principalmente perché il risparmio non significa solamente fare questi interventi, ma anche (per esempio) tenere meno accesa la luce, sostituire le lampadine di casa, sfruttare meglio il forno, cambiare le nostre stesse abitudini: tutte queste cose, insieme, permettono di risparmiare una cifra che, però, non è quantificabile, o meglio lo è ma solo limitatamente ai singoli interventi, che devono essere approfonditi caso per caso.

Certo è che, ad esempio con pannelli solari e accumulatori, se non si considera l’investimento iniziale non si paga più la luce, in pratica, per cui il risparmio annuale può arrivare anche a un migliaio di euro, in base alle nostre abitudini; ma è un esempio solo indicativo e assolutamente non oggettivo, perché ci sono troppi altri fattori da considerare.

 

Pubblicato in Risparmio energetico | Lascia un commento

Vendita di immobile con prestazioni energetiche difformi rispetto all’A.P.E.: è truffa contrattuale

Cassazione penale: incorre nel reato di truffa contrattuale chi vende un immobile con prestazioni energetiche non corrispondenti a quelle dichiarate nell’Attestato di Prestazione Energetica

Incorre nel reato di truffa contrattuale chi vende un immobile con prestazioni energetiche non corrispondenti a quelle dichiarate nell’A.P.E. (Attestato di Prestazione Energetica).

Lo ha affermato la seconda sezione panale della Corte di Cassazione nella sentenza n. 16644/2017 pubblicata il 4 aprile.

Nel caso in esame la Corte di appello di Milano assolveva l’imputato dal reato di truffa contrattuale. Si contestava la vendita di un immobile con caratteristiche diverse da quelle dichiarate con riguardo alla definizione della categoria energetica. La responsabilità veniva esclusa ritenendo che l’imputata fosse in buona fede in quanto aveva confidato nelle valutazioni dei tecnici che attestavano la conformità delle opere al progetto approvato.

Avverso tale sentenza proponeva ricorso per cassazione il difensore della parte civile che deduceva:

– vizio di motivazione: l’imputato non poteva essere in buona fede tenuto conto del fatto che era consapevole di avere effettuato lavori in economia; il fatto che il tecnico certificante avesse ritenuto rispettato il progetto non poteva escludere la consapevolezza degli inadempimenti in capo all’imputato, costruttore, che sapeva di avere utilizzato materiali di qualità inferiore a quella dichiarata, di avere installato serramenti ed impianto di riscaldamento non conformi e di non avere rifatto il tetto;

– vizio di legge: avrebbe dovuto essere riconosciuto quantomeno il dolo eventuale in quanto il venditore avrebbe dovuto rappresentarsi che la difformità delle opere rispetto al progetto avrebbe avuto delle conseguenze sulla classificazione energetica dell’alloggio.

ACCOLTO IL RICORSO. Giudicando fondato il ricorso, la Cassazione osserva che “la difformità tra i lavori eseguiti e quelli progettati e la conseguente vendita dell’immobile con una classe energetica effettiva non corrispondente a quella dichiarata non poteva sfuggire al costruttore, dato che le opere effettuate risultano meno costose di quelle che avrebbero dovuto essere eseguite per rispettare i parametri energetici contenuti nel progetto.

Poiché il risparmio di spesa conseguente alla esecuzione di opere non conformi a quelle progettate e che avrebbe garantito il rispetto della classe energetica era noto al” costruttore, “la parte della sentenza che esclude l’elemento soggettivo della truffa esclusivamente sulla base dell’affidamento che l’imputato avrebbe fatto nelle certificazioni di conformità dei tecnici che avevano eseguito il collaudo è manifestamente illogica”.

Pertanto, la suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata con rinvio al giudice civile competente per valore in grado di appello.

(fonte: Casa & Clima)

Pubblicato in Certificazione Energetica | Lascia un commento

L’edificio a energia positiva più a nord del mondo

Si chiama Powerhouse Telemark ed è pronto ad ottenere un primato: quello di edificio a energia positiva più a nord del mondo. L’edificio di 11 piani destinato ad uffici per un totale di 65mila mq, sorgerà infatti a Porsgrunn, nella contea di Telemark, in Norvegia, a una latitudine di 62 ° 19’12 “N. Una sfida non semplice per il noto studio di architettura Snøhetta che lo ha progettato.

Il clima nordico non facilita per due motivi evidenti: i raggi solari scarseggiano e le rigide temperature aumentano la necessità di riscaldamento nei lunghi periodi invernali. Ma, stando alle stime del progetto, che è stato sviluppato nel 2015 e ora è pronto per essere realizzato, gli obiettivi di produzione di energia maggiore rispetto ai consumi saranno raggiunti. Come? Grazie a un mix di design e di impiantistica avanzata.

Esteriormente la struttura, commissionata dall’imprenditore Emil Eriksrød, si presenta come una sorta di diamante: le facciate e il tetto sembrano quasi intagliate, al fine di massimizzare l’esposizione al sole e ridurre al minimo il consumo di energia. La copertura spiovente è ricoperta da moduli fotovoltaici mentre le facciate saranno in legno (quella rivolta a nord-est) e in materiali riciclati provenienti da demolizioni e dismissioni di altri edifici della zona (quella rivolta a nord).

L’impianto di riscaldamento verrà gestito tramite pompe di calore dotate di scambiatori.
Altri dettagli sul progetto non sono ancora disponibili. Ma l’obiettivo di Snøhetta è chiaro: dimostrare che gli edifici a energia positiva sono realizzabili ovunque e in qualsiasi condizione climatica e che non sono costosi. Powerhouse Telemark dovrebbe infatti costare soltanto 17 milioni di dollari. “Speriamo di essere copiati in tutto il mondo”, ha dichiarato Kjetil Thorsen Trædal, fondatore dello studio Snøhetta.

(fonte Casa & Clima)

Pubblicato in Edilizia Sostenibile | Lascia un commento