Edifici scolastici, da Enea l’app che misura consumi energetici e vulnerabilità sismica

Si chiama Safe School 4.0 ed è l’applicazione per smartphone e tablet che misura i consumi energetici e la vulnerabilità sismica degli edifici scolastici per programmare in modo più economico e sostenibile gli interventi di messa in sicurezza e riqualificazione energetica.

Realizzata dai ricercatori ENEA per la Campagna nazionale sull’efficienza energetica Italia in Classe A, l’App sarà presentata ufficialmente mercoledì 8 novembre presso l’Hub ENEA (Padiglione B5) a Key Energy/Ecomondo, il salone dell’energia e della mobilità sostenibile in programma a Rimini Fiera dal 7 al 10 novembre.

Concepita per supportare i tecnici e i responsabili delle diagnosi energetiche nei rilievi energetici e strutturali delle scuole, Safe School 4.0 fornisce una prima valutazione degli interventi per il miglioramento della funzionalità, gestione e prestazioni sia dal punto di vista dell’efficientamento energetico che da quello strutturale. L’applicativo mette inoltre a confronto i consumi reali dell’immobile con il fabbisogno energetico di riferimento per gli edifici scolastici, assegnando ad ogni fabbricato una classe di merito (buono/sufficiente/insufficiente) sia per i consumi da riscaldamento che per quelli elettrici.

Una volta inserite le informazioni nelle apposite sezioni sarà possibile ottenere: un report dei rilievi completo di foto; il livello della classe di merito energetica e degli interventi per ottimizzarne la prestazione; il livello della vulnerabilità strutturale e delle azioni per migliorare la sicurezza dell’edificio; un file contenente tutte le informazioni inserite dal tecnico. In base ai dati forniti, per individuare le aree in cui le scuole richiedono i maggiori interventi, l’ENEA realizzerà una piattaforma informatica di pianificazione strategica per un unico progetto di recupero degli edifici esistenti che preveda anche il miglioramento strutturale delle costruzioni in base alle diverse criticità territoriali, ambientali e climatiche.

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Utilizzare correttamente l’impianto di riscaldamento: 7 consigli

Come utilizzare correttamente e consapevolmente l’impianto di riscaldamento in modo da mantenerne la sicurezza e l’efficienza energetica? Cna Installazione e Impianti in proposito propone alcuni pratici ed essenziali consigli per gli utenti.

Eccoli:

1. Rivolgersi esclusivamente ad installatori abilitati

Affinché l’installazione e la manutenzione del proprio impianto venga fatta a regola d’arte, rivolgersi ad un installatore abilitato ai sensi del DM 37/08

2. Far controllare l’impianto periodicamente

Gli interventi di manutenzione sull’impianto, devono essere eseguiti secondo la periodicità prestabilita dall’installatore dell’impianto medesimo (è consigliabile un controllo annuale). Qualora abbia omesso di indicarla che ci si deve riferire alle istruzioni tecniche elaborate dal costruttore del generatore di calore. Il tecnico abilitato, sia esso l’installatore che il manutentore dell’impianto, deve inoltre dichiarare per iscritto al proprio cliente quali siano le operazioni di controllo e manutenzione di cui necessita l’impianto da loro installato o manutenuto per garantirne la necessaria sicurezza, nonché la frequenza con la quale queste operazioni devono essere effettuate

3. Far controllare le parti dell’impianto di riscaldamento più soggette ad usura

Ad esempio: ugelli gas, ventilatori, camera di combustione, pressostati, elettrodi, guarnizioni di tenuta.

4. Far effettuare le principali operazioni di manutenzione e controllo

Ad esempio: Pulizia dello scambiatore lato fumi, prova di tiraggio della canna fumaria, regolazione del funzionamento dei dispositivi di comando e regolazione, pulizia del bruciatore, verifica dei dispositivi di protezione, controllo e sicurezza, controllo della regolarità dell’accensione e del funzionamento, verifica visiva dell’assenza di perdite di acqua, che non siano presenti oggetti che impediscano il regolare deflusso dei prodotti della combustione, che non sia ostruita la presa d’aria

5. Installare le valvole termostatiche

A partire dal 30 giugno 2017 è diventato obbligatorio installare le valvole termostatiche, strumenti che aprono o chiudono la circolazione dell’acqua calda nel termosifone e consentono di mantenere costante la temperatura impostata, aiutando a concentrare il calore negli ambienti più frequentati e ad evitare sprechi

6. Usare correttamente i cronotermostati

Dato che surriscaldare la propria abitazione è dannosa sia per la salute che per il portafoglio, è opportuno regolare sia la temperatura (massimo 20-22°, ma anche 19° bastano ed avanzano) che le ore di accensione giornaliera che possono variare a seconda della zona climatica nella quale vi trovate

7. Non mettere ostacoli davanti o sopra il termosifone

“Coprire” il termosifone con rivestimenti vari o collocarci davanti un divano, delle tende etc. riduce significativamente la sua capacità di riscaldare l’ambiente con conseguente spreco di energia (e denaro)

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Risparmio energetico ed efficienza energetica sono la stessa cosa?

In questo articolo parliamo della differenza tra efficientamento energetico (o efficienza energetica) e risparmio energetico, due azioni molto importanti che, in modo differente, portano ad un risparmio simile in termini economici per i privati e per le aziende.

Con questi due termini si intende non un solo intervento, bensì un gruppo di interventi distinti, mirati ad agire su due fronti che non sono contrastanti ma, anzi, sono complementari. Iniziando dalle definizioni, la differenza tra questi due termini la troviamo in una normativa europea, per la precisione la 2012/27/CE, che ci fa sapere che:

  • Il risparmio energetico è la quantità di energia risparmiata, determinata mediante una misurazione e/o una stima del consumo prima e dopo l’attuazione di una misura di miglioramento dell’efficienza energetica, assicurando nel contempo la normalizzazione delle condizioni esterne che influiscono sul consumo energetico;
  • L’efficienza energetica è invece, come definizione il rapporto tra un risultato in termini di rendimento, servizi, merci o energia e l’immissione di energia (infatti è semplicemente un rapporto; una casa degli anni ’20 ha un’efficienza energetica penosa, ma ha comunque un valore di efficienza energetica). Con il termine efficientamento energetico si intende il migliorare il valore dell’efficienza energetica.

Spiegato in modo un po’ più semplice, la differenza è quella che avrei con un’automobile. Se io faccio un viaggio in meno, ad esempio andando al supermercato una volta alla settimana e non due, ho un risparmio energetico, perché consumo meno carburante, mentre se io continuo ad andare al supermercato ma prendo una strada più corta, consumando così meno carburante, ho un efficientamento energetico perché ho raggiunto lo stesso scopo ma utilizzando meno risorse.

Le due cose possono essere combinate: se io vado una sola volta al supermercato e faccio la strada più corta ho sia il risparmio energetico che l’efficientamento energetico.

Capire la differenza tra queste due cose è molto importante, specialmente quando per raggiungere uno dei due obiettivi dobbiamo fare un investimento. E’ importante soprattutto per ottenere gli incentivi, che spesso non coprono tutto ma solamente alcuni lavori, che possono far parte dell’efficientamento energetico e non del risparmio o viceversa.

Cerchiamo quindi di capire quali interventi rientrano nell’uno e quali nell’altro caso, anche facendo riferimento ad alcuni documenti ufficiali degli enti che si occupano di energia elettrica, che è il tipo di energia su cui si possono raggiungere i risultati migliori da entrambi i punti di vista.

L’efficientamento energetico

Per definire gli interventi compresi nell’efficientamento energetico ci basiamo su un elenco di tipo semplificato, che definisce alcuni interventi-tipo che possono essere raggruppati nella definizione di “efficientamento energetico”.

Tra gli interventi che si possono comprendere in questo gruppo ci sono:

  • La sostituzione degli impianti di climatizzazione con caldaie più efficienti (a condensazione) o impianti alimentati da pompe di calore ad alta efficienza: sicuramente questi interventi rientrano a pieno titolo nell’efficientamento, perché si arriva a produrre la stessa quantità di calore utilizzando però meno energia.
  • La sostituzione degli scaldacqua con pompe di calore o con collettori solari per la produzione di acqua calda sanitaria, che è un’efficienza energetica per lo stesso motivo di prima;
  • L’installazione delle pompe di calore geotermiche, che permettono di risparmiare molta energia per il riscaldamento.
  • Gli accumulatori di energia elettrica, che portano ad una maggiore efficienza perché l’energia prodotta/pagata ma non accumulata viene sfruttata in un momento successivo.

Quanto si risparmia con l’efficientamento energetico?

L’efficientamento energetico, a differenza del risparmio, ha una misura che si più conoscere facendo una valutazione della classe energetica per l’immobile, e nel caso in cui acquistiamo casa o prendiamo una casa in affitto possiamo conoscere tra le informazioni sull’immobile.

La classe energetica si calcola come il combustibile consumato all’anno per metro quadro di superficie risparmiata, per cui più la classe è elevata (A), più il riscaldamento è efficiente, mentre nella classe G, la più bassa, il consumo è addirittura cinque volte superiore rispetto a quello della classe A, risultando una spesa consistente.

Il risparmio può quindi essere calcolato soprattutto sulla spesa per il riscaldamento: con un consulente che si occupa di energia e gas e che può fare la valutazione energetica dell’immobile prima e dopo i lavori (anche come stima, prima di fare i lavori) è possibile conoscere la differenza di classe energetica, che ad ogni lettera (A-G) fa corrispondere un quantitativo di litri di carburante consumato, all’anno, per metro quadro; facendo le opportune differenze è possibile quantificare in modo piuttosto preciso il risparmio annuale con un intervento di efficientamento energetico.

Il risparmio energetico

La definizione degli interventi che riguardano il risparmio energetico non è proprio chiarissima, principalmente perché la distinzione è “borderline” rispetto all’efficientamento.

Comunque, un documento dell’Agenzia dell’Entrate che si chiama “L’agenzia informa” ci fa sapere che gli interventi di risparmio energetico per i quali, in base ai singoli bandi, è possibile ottenere gli incentivi, sono:

  • La riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento: sicuramente è un modo per risparmiare energia, perché se si riduce il bisogno si riduce anche l’energia necessaria al riscaldamento; è una definizione però un po’ troppo generica.
  • Il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi): questo rientra a pieno titolo nel risparmio energetico. Isolare termicamente un edificio consente di non utilizzare affatto l’energia, perché si sfrutta meglio quella naturale (in particolare il sole, per il riscaldamento dell’abitazione), e questi lavori sono quindi tra i principali nell’ottica del risparmio energetico.
  • L’installazione di pannelli solari: anche i pannelli solari rientrano a pieno titolo nel risparmio energetico, perché se dal punto di vista del produttore è un’efficienza, per il cittadino è sicuramente un risparmio: non si utilizza l’energia acquistata ma la si produce, quindi non se ne acquista. Non è diverso dal mettere i doppi vetri alle finestre per sfruttare meglio il sole, per cui nel complesso è un risparmio. L’Agenzia non ne parla, ma possiamo comprendere nel risparmio anche quello derivante dalla produzione di energia da altre fonti rinnovabili come le turbine eoliche, disponibili anche nelle formulazioni da casa.
  • La sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale: l’Agenzia delle Entrate lo mette nel gruppo del risparmio, ma qui forse siamo più nel campo dell’efficienza: io raggiungo lo stesso risultato ma utilizzando lo stesso tipo di energia (elettrica, gas naturale); solo che ne consumo meno perché ho una caldaia/climatizzatore migliore, quindi ho una maggiore efficienza ma mi scaldo lo stesso.
Quanto si risparmia con il risparmio energetico?

E’ difficile dire una cosa del genere, principalmente perché il risparmio non significa solamente fare questi interventi, ma anche (per esempio) tenere meno accesa la luce, sostituire le lampadine di casa, sfruttare meglio il forno, cambiare le nostre stesse abitudini: tutte queste cose, insieme, permettono di risparmiare una cifra che, però, non è quantificabile, o meglio lo è ma solo limitatamente ai singoli interventi, che devono essere approfonditi caso per caso.

Certo è che, ad esempio con pannelli solari e accumulatori, se non si considera l’investimento iniziale non si paga più la luce, in pratica, per cui il risparmio annuale può arrivare anche a un migliaio di euro, in base alle nostre abitudini; ma è un esempio solo indicativo e assolutamente non oggettivo, perché ci sono troppi altri fattori da considerare.

 

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Vendita di immobile con prestazioni energetiche difformi rispetto all’A.P.E.: è truffa contrattuale

Cassazione penale: incorre nel reato di truffa contrattuale chi vende un immobile con prestazioni energetiche non corrispondenti a quelle dichiarate nell’Attestato di Prestazione Energetica

Incorre nel reato di truffa contrattuale chi vende un immobile con prestazioni energetiche non corrispondenti a quelle dichiarate nell’A.P.E. (Attestato di Prestazione Energetica).

Lo ha affermato la seconda sezione panale della Corte di Cassazione nella sentenza n. 16644/2017 pubblicata il 4 aprile.

Nel caso in esame la Corte di appello di Milano assolveva l’imputato dal reato di truffa contrattuale. Si contestava la vendita di un immobile con caratteristiche diverse da quelle dichiarate con riguardo alla definizione della categoria energetica. La responsabilità veniva esclusa ritenendo che l’imputata fosse in buona fede in quanto aveva confidato nelle valutazioni dei tecnici che attestavano la conformità delle opere al progetto approvato.

Avverso tale sentenza proponeva ricorso per cassazione il difensore della parte civile che deduceva:

– vizio di motivazione: l’imputato non poteva essere in buona fede tenuto conto del fatto che era consapevole di avere effettuato lavori in economia; il fatto che il tecnico certificante avesse ritenuto rispettato il progetto non poteva escludere la consapevolezza degli inadempimenti in capo all’imputato, costruttore, che sapeva di avere utilizzato materiali di qualità inferiore a quella dichiarata, di avere installato serramenti ed impianto di riscaldamento non conformi e di non avere rifatto il tetto;

– vizio di legge: avrebbe dovuto essere riconosciuto quantomeno il dolo eventuale in quanto il venditore avrebbe dovuto rappresentarsi che la difformità delle opere rispetto al progetto avrebbe avuto delle conseguenze sulla classificazione energetica dell’alloggio.

ACCOLTO IL RICORSO. Giudicando fondato il ricorso, la Cassazione osserva che “la difformità tra i lavori eseguiti e quelli progettati e la conseguente vendita dell’immobile con una classe energetica effettiva non corrispondente a quella dichiarata non poteva sfuggire al costruttore, dato che le opere effettuate risultano meno costose di quelle che avrebbero dovuto essere eseguite per rispettare i parametri energetici contenuti nel progetto.

Poiché il risparmio di spesa conseguente alla esecuzione di opere non conformi a quelle progettate e che avrebbe garantito il rispetto della classe energetica era noto al” costruttore, “la parte della sentenza che esclude l’elemento soggettivo della truffa esclusivamente sulla base dell’affidamento che l’imputato avrebbe fatto nelle certificazioni di conformità dei tecnici che avevano eseguito il collaudo è manifestamente illogica”.

Pertanto, la suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata con rinvio al giudice civile competente per valore in grado di appello.

(fonte: Casa & Clima)

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L’edificio a energia positiva più a nord del mondo

Si chiama Powerhouse Telemark ed è pronto ad ottenere un primato: quello di edificio a energia positiva più a nord del mondo. L’edificio di 11 piani destinato ad uffici per un totale di 65mila mq, sorgerà infatti a Porsgrunn, nella contea di Telemark, in Norvegia, a una latitudine di 62 ° 19’12 “N. Una sfida non semplice per il noto studio di architettura Snøhetta che lo ha progettato.

Il clima nordico non facilita per due motivi evidenti: i raggi solari scarseggiano e le rigide temperature aumentano la necessità di riscaldamento nei lunghi periodi invernali. Ma, stando alle stime del progetto, che è stato sviluppato nel 2015 e ora è pronto per essere realizzato, gli obiettivi di produzione di energia maggiore rispetto ai consumi saranno raggiunti. Come? Grazie a un mix di design e di impiantistica avanzata.

Esteriormente la struttura, commissionata dall’imprenditore Emil Eriksrød, si presenta come una sorta di diamante: le facciate e il tetto sembrano quasi intagliate, al fine di massimizzare l’esposizione al sole e ridurre al minimo il consumo di energia. La copertura spiovente è ricoperta da moduli fotovoltaici mentre le facciate saranno in legno (quella rivolta a nord-est) e in materiali riciclati provenienti da demolizioni e dismissioni di altri edifici della zona (quella rivolta a nord).

L’impianto di riscaldamento verrà gestito tramite pompe di calore dotate di scambiatori.
Altri dettagli sul progetto non sono ancora disponibili. Ma l’obiettivo di Snøhetta è chiaro: dimostrare che gli edifici a energia positiva sono realizzabili ovunque e in qualsiasi condizione climatica e che non sono costosi. Powerhouse Telemark dovrebbe infatti costare soltanto 17 milioni di dollari. “Speriamo di essere copiati in tutto il mondo”, ha dichiarato Kjetil Thorsen Trædal, fondatore dello studio Snøhetta.

(fonte Casa & Clima)

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La palestra-battello alimentata dall’energia umana

L’idea di sfruttare il movimento umano per produrre energia non è certamente nuova. Così come non è il fatto di unire la pratica del fitness alla generazione di elettricità pulita, come nel progetto CityLight Street Lamp, il lampione urbano collegato ad attrezzature per il fitness pensato per illuminare la città sfruttando l’energia cinetica. Ma lo studio Carlo Ratti Associati, lo sappiamo bene, fa sempre le cose in grande e il suo ‘Paris Navigating Gym’ è destinato a far parlare di sé.


Energia cinetica convertita in elettricità per far muovere il battello e far funzionare gli attrezzi

Il progetto sfrutta la popolarità dell’immaginario dei bateaux-mouches, tipiche imbarcazioni che viaggiano sulla Senna, per ideare un nuovo concept: un battello-palestra che si muove grazie all’energia prodotta da chi si allena a bordo. La palestra avrà una superficie di circa 20 metri e potrà ospitare fino a 45 sportivi. La struttura galleggiante sfrutterà l’energia umana (le cyclette e gli altri attrezzi sono collegati ad un invertitore, che converte la forza impressa sul pedale in elettricità) per muoversi di quartiere in quartiere, di ponte in ponte, rendendo disponibile l’accesso agli sportivi in più punti della città. E non solo, l’energia serve anche al funzionamento degli attrezzi e all’illuminazione interna.

Una nuova idea di mobilità urbana sostenibile

L’imbarcazione ha una copertura in vetro trasparente, che può essere aperto in estate e che consente ai viaggiatori di godere del panorama urbano. Paris Navigating Gym introduce quindi una nuova idea per poter vivere la città e in termini di infrastrutture per la mobilità urbana sostenibile e innovativa.

Sensori che monitorano l’energia prodotta e i dati ambientali del fiume

Sulle vetrate del battello verranno inoltre installati dei touch screen trasparenti che mostrano agli ospiti sia la quantità di energia prodotta grazie all’allenamento che i dati sulle condizioni ambientali della Senna (presenza di agenti inquinanti e la temperatura dell’acqua), monitorati in tempo reale dai sensori ambientali incorporati sul battello.


Il progetto, nato specificatamente per la Senna, potrebbe essere riadattato in qualsiasi altra città di qualsiasi paese, perché l’idea alla base è quella di poter sfruttare tutta l’energia prodotta dall’uomo che va persa. Una volta che la tecnologia sarà matura si valuterà anche l’idea di sviluppare sistemi che possano immagazzinare l’energia per un riutilizzo successivo.

(fonte Casa & Clima)
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Approvato il Milleproroghe, rinvio al 30 giugno 2017 per le termovalvole

Concessi altri 6 mesi per l’adeguamento da parte dei proprietari e amministratori condominiali

Nel decreto Milleproroghe approvato dal Consiglio dei ministri c’è anche il rinvio al 30 giugno 2017 del termine – attualmente fissato al prossimo 31 dicembre – entro il quale nei condominii occorre installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, previa verifica che tale installazione determini efficienza di costi e risparmio energetico. Lo ha comunicato Confedilizia, che pochi giorni fa – reiterando un’azione svolta nei confronti del precedente Governo – aveva scritto al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per segnalare che in molti edifici non è stato possibile adempiere a quanto imposto dalla legge a causa del ritardo con cui è stato approvato il decreto che ha modificato le regole applicabili e dell’impossibilità materiale, per le imprese, di soddisfare le innumerevoli richieste. Con il conseguente rischio dell’applicazione di forti sanzioni – da 500 a 2.500 euro per ciascuna unità immobiliare – nei confronti di moltissimi proprietari di casa.

 

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Termoregolazione, il 31 dicembre scade il termine. Molti condominii non sono pronti

Una lettera di Confedilizia al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio chiede una proroga. Si rischiano sanzioni fino a 2.500 euro per appartamento

Il prossimo 31 dicembre 2016 scade il termine entro il quale nei condomini occorre installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, previa (complessa) verifica che tale installazione determini efficienza di costi e risparmio energetico.

Lo ricorda Confedilizia, segnalando che “in molti edifici non è stato ancora possibile adempiere a quanto imposto dalla legge a causa del ritardo con cui è stato approvato il decreto che ha modificato le regole applicabili e dell’impossibilità materiale, per le imprese, di soddisfare le innumerevoli richieste. Con il conseguente rischio dell’applicazione di forti sanzioni – da 500 a 2.500 euro per ciascuna unità immobiliare – nei confronti di moltissimi proprietari di casa.”

In una lettera al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Confedilizia – che già da mesi ha segnalato il problema – rileva che “la situazione venutasi a creare renderebbe necessaria una proroga del termine attualmente previsto. Poiché, però, il termine del 31 dicembre è imposto dalla normativa europea, occorre individuare una strada che consenta di superare eventuali obiezioni della Commissione.

Quel che è certo – conclude Confedilizia – è che va trovata una soluzione per un problema che sta creando forte allarme nelle famiglie.”

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Ecobonus condomini: dai nuovi incentivi vantaggi anche per lo Stato

L’ecobonus per l’efficienza energetica riservato ai condomini creerà occupazione, ridurrà le emissioni di gas serra e migliorerà la salute pubblica. A sostenerlo è la rete no profit Renovate Italy in un’analisi dei vantaggi della nuova misura allo studio del Governo nella Legge di Stabilità.

condominio

Secondo l’esperto Virginio Trivella l’attuale ecobonus per l’efficienza energetica non sta funzionando a dovere perché il risparmio energetico conseguito con la riqualificazione degli edifici non è in grado di ripagare l’investimento in tempi brevi.

Secondo Trivella per cambiare davvero le cose occorre incentivare una riqualificazione energetica profonda e su larga scala del patrimonio immobiliare italiano. Il nuovo ecobonus condominiale va in questa direzione, approvando norme attese da tempo che sbloccherebbero gli investimenti.

Si plaude al nuovo corso intrapreso dal Governo, intenzionato a passare dalla logica del sussidio elargito a chi ne ha bisogno a quella dell’incentivo che crea sviluppo. Un cammino che può portare alla “deep renovation” di cui l’Italia ha bisogno per centrare gli obiettivi di efficienza energetica stabiliti dall’Unione Europea.

Grazie a queste misure migliaia di condomini ora inefficienti verrebbero trasformati in edifici a basse emissioni, dotati di facciate e tetti ben isolati termicamente, di serramenti nuovi, di sistemi di ventilazione e climatizzazione di nuova generazione.

Anche in Italia come già avvenuto in Germania gli incentivi destinati all’efficientamento energetico degli edifici potrebbero fruttare 4-5 euro per ogni euro investito.

Secondo gli esperti il nuovo ecobonus è più appetibile per i cittadini e per la finanza privata perché è stabile e viene pagato subito, a differenza delle detrazioni fiscali decennali. Inoltre le procedure per la richiesta vengono semplificate e snellite al fine di agevolare e velocizzare le decisioni nei contesti condominiali.

Oggi lo Stato sta impegnando ben 15 miliardi di euro all’anno in detrazioni per le ristrutturazioni, di cui solo 2,3 sono destinati all’efficienza energetica. L’attuale sistema di incentivi non comporta grandi vantaggi sotto il fronte dell’emersione del nero, perché i cittadini sostituirebbero caldaie e impianti inefficienti e non funzionanti anche senza l’incentivo.

Oggi appena il 25% degli investimenti incentivati costituisce una maggiore base imponibile per le imposte, mentre con il nuovo meccanismo che sostiene la riqualificazione profonda questa percentuale salirebbe al 100%. Senza contare che gli incentivi destinati all’edilizia possiedono uno dei ritorni più alti.

La rete no profit invita pertanto il Governo a essere coerente con gli impegni assunti alla COP21 di Parigi, approvando il nuovo ecobonus per rilanciare l’occupazione, ridurre le emissioni fossili e accrescere il PIL.

(fonte: Greenstyle)

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La scuola materna che insegna a coltivare: Nursery Fields Forever

Non si è mai troppo piccoli per imparare ad occuparsi delle piante e degli animali.

È questa il motto della Nursery Fields Forever, l’asilo dove si impara anche a coltivare l’orto, progetto vincitore del concorso di idee londinese AWR International Ideas Competition. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di trovare una proposta interessante e innovativa per una nuova scuola materna nella città di Greenwich, alle spalle della più famosa accademia di danza Laban Centre, firmata da Herzog & De Meuron.

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E così, dopo gli asili nido nel bosco, le fattorie didattiche e altri esperimenti progettuali nati con l’intenzione di portare sin da subito i piccoli a contatto con la natura, nasce la scuola che inizia all’agricoltura, che riesce a mixare perfettamente l’agricoltura urbana, la pastorizia e l’istruzione materna.

La scuola che insegna a coltivare: un team tutto italiano

Il tema del concorso lanciato da AWR e che ha visto trionfare il progetto della scuola materna Nursery Fields Forever è attuale più che mai. Al giorno d’oggi i bambini, che dovrebbero essere lasciati liberi di vivere la propria innocenza e la propria ingenuità, oltre che la spensieratezza tipica della loro tenera età, vengono costantementespinti nell’inferno della tecnologia. In questo modo i piccoli tendono ad allontanarsi sempre più dalla natura e a cercare sempre meno nuove tecniche per curarla e, soprattutto, per rispettarla. In questo scenario, se il presente appare triste, ancora peggio sembrerebbe il futuro che, molto probabilmente, verrà lasciato nelle mani di giovani, ora bambini, incapaci di comprendere fino in fondo quanto è stata buona e clemente con l’uomo Madre Natura e inadatti ad impegnarsi per sfruttare le risorse naturali a loro disposizione rispettandone l’essenza.

È per questo motivo che il team tutto italiano, precisamente romano, composto da Edoardo Capuzzo Dolcetta, Gabriele Capobianco, Davide Troiani e Jonathan Lazar per per la scuola materna di Greenwich ha pensato di presentare un progetto forte e innovativo, nato dall’intenzione di preservare l’infanzia dei bambini, ma anche la bellezza della natura. L’asilo con il suo orto didattico insegna ai piccoli umani a coltivare il giardino imparando così la reale provenienza del cibo.

 

I tre principi della scuola “agricola”

Secondo i componenti della squadra vincitrice, l’istruzione materna dovrebbe avere tre approcci paralleli: imparare dalla natura, imparare dalla tecnica, imparare dalla pratica. È soprattutto quest’ultimo principio a fare la differenza, a guidare verso una progettazione che permetta ai piccoli di comprendere, praticamente, un aspetto molto importante della vita dell’uomo, qualunque sia la sua età: la provenienza del cibo che si mangia.

Il progetto Nursery Fields Forever, infatti, non prevede aule chiuse e tutte uguali tra di loro, ma ampi spazi aperti, adibiti a coltivazione di verdure e ortaggi, oltre che a pascolo per gli animali che si aggirano liberi tra una pianta e l’altra. In queste macchie verdi si inseriscono delle strutture coperte, con tetto a doppia falda, caratterizzate da ampie vetrate rivolte verso il paesaggio naturale circostante. Questi spazi sono destinati alle attività da svolgere al chiuso, quando le condizioni climatiche e le temperature non permettono di godere appieno della bellezza dell’aria aperta.

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