L’edificio a energia positiva più a nord del mondo

Si chiama Powerhouse Telemark ed è pronto ad ottenere un primato: quello di edificio a energia positiva più a nord del mondo. L’edificio di 11 piani destinato ad uffici per un totale di 65mila mq, sorgerà infatti a Porsgrunn, nella contea di Telemark, in Norvegia, a una latitudine di 62 ° 19’12 “N. Una sfida non semplice per il noto studio di architettura Snøhetta che lo ha progettato.

Il clima nordico non facilita per due motivi evidenti: i raggi solari scarseggiano e le rigide temperature aumentano la necessità di riscaldamento nei lunghi periodi invernali. Ma, stando alle stime del progetto, che è stato sviluppato nel 2015 e ora è pronto per essere realizzato, gli obiettivi di produzione di energia maggiore rispetto ai consumi saranno raggiunti. Come? Grazie a un mix di design e di impiantistica avanzata.

Esteriormente la struttura, commissionata dall’imprenditore Emil Eriksrød, si presenta come una sorta di diamante: le facciate e il tetto sembrano quasi intagliate, al fine di massimizzare l’esposizione al sole e ridurre al minimo il consumo di energia. La copertura spiovente è ricoperta da moduli fotovoltaici mentre le facciate saranno in legno (quella rivolta a nord-est) e in materiali riciclati provenienti da demolizioni e dismissioni di altri edifici della zona (quella rivolta a nord).

L’impianto di riscaldamento verrà gestito tramite pompe di calore dotate di scambiatori.
Altri dettagli sul progetto non sono ancora disponibili. Ma l’obiettivo di Snøhetta è chiaro: dimostrare che gli edifici a energia positiva sono realizzabili ovunque e in qualsiasi condizione climatica e che non sono costosi. Powerhouse Telemark dovrebbe infatti costare soltanto 17 milioni di dollari. “Speriamo di essere copiati in tutto il mondo”, ha dichiarato Kjetil Thorsen Trædal, fondatore dello studio Snøhetta.

(fonte Casa & Clima)

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La palestra-battello alimentata dall’energia umana

L’idea di sfruttare il movimento umano per produrre energia non è certamente nuova. Così come non è il fatto di unire la pratica del fitness alla generazione di elettricità pulita, come nel progetto CityLight Street Lamp, il lampione urbano collegato ad attrezzature per il fitness pensato per illuminare la città sfruttando l’energia cinetica. Ma lo studio Carlo Ratti Associati, lo sappiamo bene, fa sempre le cose in grande e il suo ‘Paris Navigating Gym’ è destinato a far parlare di sé.


Energia cinetica convertita in elettricità per far muovere il battello e far funzionare gli attrezzi

Il progetto sfrutta la popolarità dell’immaginario dei bateaux-mouches, tipiche imbarcazioni che viaggiano sulla Senna, per ideare un nuovo concept: un battello-palestra che si muove grazie all’energia prodotta da chi si allena a bordo. La palestra avrà una superficie di circa 20 metri e potrà ospitare fino a 45 sportivi. La struttura galleggiante sfrutterà l’energia umana (le cyclette e gli altri attrezzi sono collegati ad un invertitore, che converte la forza impressa sul pedale in elettricità) per muoversi di quartiere in quartiere, di ponte in ponte, rendendo disponibile l’accesso agli sportivi in più punti della città. E non solo, l’energia serve anche al funzionamento degli attrezzi e all’illuminazione interna.

Una nuova idea di mobilità urbana sostenibile

L’imbarcazione ha una copertura in vetro trasparente, che può essere aperto in estate e che consente ai viaggiatori di godere del panorama urbano. Paris Navigating Gym introduce quindi una nuova idea per poter vivere la città e in termini di infrastrutture per la mobilità urbana sostenibile e innovativa.

Sensori che monitorano l’energia prodotta e i dati ambientali del fiume

Sulle vetrate del battello verranno inoltre installati dei touch screen trasparenti che mostrano agli ospiti sia la quantità di energia prodotta grazie all’allenamento che i dati sulle condizioni ambientali della Senna (presenza di agenti inquinanti e la temperatura dell’acqua), monitorati in tempo reale dai sensori ambientali incorporati sul battello.


Il progetto, nato specificatamente per la Senna, potrebbe essere riadattato in qualsiasi altra città di qualsiasi paese, perché l’idea alla base è quella di poter sfruttare tutta l’energia prodotta dall’uomo che va persa. Una volta che la tecnologia sarà matura si valuterà anche l’idea di sviluppare sistemi che possano immagazzinare l’energia per un riutilizzo successivo.

(fonte Casa & Clima)
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Approvato il Milleproroghe, rinvio al 30 giugno 2017 per le termovalvole

Concessi altri 6 mesi per l’adeguamento da parte dei proprietari e amministratori condominiali

Nel decreto Milleproroghe approvato dal Consiglio dei ministri c’è anche il rinvio al 30 giugno 2017 del termine – attualmente fissato al prossimo 31 dicembre – entro il quale nei condominii occorre installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, previa verifica che tale installazione determini efficienza di costi e risparmio energetico. Lo ha comunicato Confedilizia, che pochi giorni fa – reiterando un’azione svolta nei confronti del precedente Governo – aveva scritto al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per segnalare che in molti edifici non è stato possibile adempiere a quanto imposto dalla legge a causa del ritardo con cui è stato approvato il decreto che ha modificato le regole applicabili e dell’impossibilità materiale, per le imprese, di soddisfare le innumerevoli richieste. Con il conseguente rischio dell’applicazione di forti sanzioni – da 500 a 2.500 euro per ciascuna unità immobiliare – nei confronti di moltissimi proprietari di casa.

 

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Termoregolazione, il 31 dicembre scade il termine. Molti condominii non sono pronti

Una lettera di Confedilizia al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio chiede una proroga. Si rischiano sanzioni fino a 2.500 euro per appartamento

Il prossimo 31 dicembre 2016 scade il termine entro il quale nei condomini occorre installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, previa (complessa) verifica che tale installazione determini efficienza di costi e risparmio energetico.

Lo ricorda Confedilizia, segnalando che “in molti edifici non è stato ancora possibile adempiere a quanto imposto dalla legge a causa del ritardo con cui è stato approvato il decreto che ha modificato le regole applicabili e dell’impossibilità materiale, per le imprese, di soddisfare le innumerevoli richieste. Con il conseguente rischio dell’applicazione di forti sanzioni – da 500 a 2.500 euro per ciascuna unità immobiliare – nei confronti di moltissimi proprietari di casa.”

In una lettera al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Confedilizia – che già da mesi ha segnalato il problema – rileva che “la situazione venutasi a creare renderebbe necessaria una proroga del termine attualmente previsto. Poiché, però, il termine del 31 dicembre è imposto dalla normativa europea, occorre individuare una strada che consenta di superare eventuali obiezioni della Commissione.

Quel che è certo – conclude Confedilizia – è che va trovata una soluzione per un problema che sta creando forte allarme nelle famiglie.”

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Ecobonus condomini: dai nuovi incentivi vantaggi anche per lo Stato

L’ecobonus per l’efficienza energetica riservato ai condomini creerà occupazione, ridurrà le emissioni di gas serra e migliorerà la salute pubblica. A sostenerlo è la rete no profit Renovate Italy in un’analisi dei vantaggi della nuova misura allo studio del Governo nella Legge di Stabilità.

condominio

Secondo l’esperto Virginio Trivella l’attuale ecobonus per l’efficienza energetica non sta funzionando a dovere perché il risparmio energetico conseguito con la riqualificazione degli edifici non è in grado di ripagare l’investimento in tempi brevi.

Secondo Trivella per cambiare davvero le cose occorre incentivare una riqualificazione energetica profonda e su larga scala del patrimonio immobiliare italiano. Il nuovo ecobonus condominiale va in questa direzione, approvando norme attese da tempo che sbloccherebbero gli investimenti.

Si plaude al nuovo corso intrapreso dal Governo, intenzionato a passare dalla logica del sussidio elargito a chi ne ha bisogno a quella dell’incentivo che crea sviluppo. Un cammino che può portare alla “deep renovation” di cui l’Italia ha bisogno per centrare gli obiettivi di efficienza energetica stabiliti dall’Unione Europea.

Grazie a queste misure migliaia di condomini ora inefficienti verrebbero trasformati in edifici a basse emissioni, dotati di facciate e tetti ben isolati termicamente, di serramenti nuovi, di sistemi di ventilazione e climatizzazione di nuova generazione.

Anche in Italia come già avvenuto in Germania gli incentivi destinati all’efficientamento energetico degli edifici potrebbero fruttare 4-5 euro per ogni euro investito.

Secondo gli esperti il nuovo ecobonus è più appetibile per i cittadini e per la finanza privata perché è stabile e viene pagato subito, a differenza delle detrazioni fiscali decennali. Inoltre le procedure per la richiesta vengono semplificate e snellite al fine di agevolare e velocizzare le decisioni nei contesti condominiali.

Oggi lo Stato sta impegnando ben 15 miliardi di euro all’anno in detrazioni per le ristrutturazioni, di cui solo 2,3 sono destinati all’efficienza energetica. L’attuale sistema di incentivi non comporta grandi vantaggi sotto il fronte dell’emersione del nero, perché i cittadini sostituirebbero caldaie e impianti inefficienti e non funzionanti anche senza l’incentivo.

Oggi appena il 25% degli investimenti incentivati costituisce una maggiore base imponibile per le imposte, mentre con il nuovo meccanismo che sostiene la riqualificazione profonda questa percentuale salirebbe al 100%. Senza contare che gli incentivi destinati all’edilizia possiedono uno dei ritorni più alti.

La rete no profit invita pertanto il Governo a essere coerente con gli impegni assunti alla COP21 di Parigi, approvando il nuovo ecobonus per rilanciare l’occupazione, ridurre le emissioni fossili e accrescere il PIL.

(fonte: Greenstyle)

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La scuola materna che insegna a coltivare: Nursery Fields Forever

Non si è mai troppo piccoli per imparare ad occuparsi delle piante e degli animali.

È questa il motto della Nursery Fields Forever, l’asilo dove si impara anche a coltivare l’orto, progetto vincitore del concorso di idee londinese AWR International Ideas Competition. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di trovare una proposta interessante e innovativa per una nuova scuola materna nella città di Greenwich, alle spalle della più famosa accademia di danza Laban Centre, firmata da Herzog & De Meuron.

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E così, dopo gli asili nido nel bosco, le fattorie didattiche e altri esperimenti progettuali nati con l’intenzione di portare sin da subito i piccoli a contatto con la natura, nasce la scuola che inizia all’agricoltura, che riesce a mixare perfettamente l’agricoltura urbana, la pastorizia e l’istruzione materna.

La scuola che insegna a coltivare: un team tutto italiano

Il tema del concorso lanciato da AWR e che ha visto trionfare il progetto della scuola materna Nursery Fields Forever è attuale più che mai. Al giorno d’oggi i bambini, che dovrebbero essere lasciati liberi di vivere la propria innocenza e la propria ingenuità, oltre che la spensieratezza tipica della loro tenera età, vengono costantementespinti nell’inferno della tecnologia. In questo modo i piccoli tendono ad allontanarsi sempre più dalla natura e a cercare sempre meno nuove tecniche per curarla e, soprattutto, per rispettarla. In questo scenario, se il presente appare triste, ancora peggio sembrerebbe il futuro che, molto probabilmente, verrà lasciato nelle mani di giovani, ora bambini, incapaci di comprendere fino in fondo quanto è stata buona e clemente con l’uomo Madre Natura e inadatti ad impegnarsi per sfruttare le risorse naturali a loro disposizione rispettandone l’essenza.

È per questo motivo che il team tutto italiano, precisamente romano, composto da Edoardo Capuzzo Dolcetta, Gabriele Capobianco, Davide Troiani e Jonathan Lazar per per la scuola materna di Greenwich ha pensato di presentare un progetto forte e innovativo, nato dall’intenzione di preservare l’infanzia dei bambini, ma anche la bellezza della natura. L’asilo con il suo orto didattico insegna ai piccoli umani a coltivare il giardino imparando così la reale provenienza del cibo.

 

I tre principi della scuola “agricola”

Secondo i componenti della squadra vincitrice, l’istruzione materna dovrebbe avere tre approcci paralleli: imparare dalla natura, imparare dalla tecnica, imparare dalla pratica. È soprattutto quest’ultimo principio a fare la differenza, a guidare verso una progettazione che permetta ai piccoli di comprendere, praticamente, un aspetto molto importante della vita dell’uomo, qualunque sia la sua età: la provenienza del cibo che si mangia.

Il progetto Nursery Fields Forever, infatti, non prevede aule chiuse e tutte uguali tra di loro, ma ampi spazi aperti, adibiti a coltivazione di verdure e ortaggi, oltre che a pascolo per gli animali che si aggirano liberi tra una pianta e l’altra. In queste macchie verdi si inseriscono delle strutture coperte, con tetto a doppia falda, caratterizzate da ampie vetrate rivolte verso il paesaggio naturale circostante. Questi spazi sono destinati alle attività da svolgere al chiuso, quando le condizioni climatiche e le temperature non permettono di godere appieno della bellezza dell’aria aperta.

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Emilia-Romagna, approvato il Programma regionale per le diagnosi energetiche delle Pmi

La Giunta regionale ha approvato lo schema di convenzione con il Ministero dello sviluppo economico

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Con la delibera n. 1897 del 14 novembre 2016, la Giunta della Regione Emilia-Romagna ha approvato lo schema di convenzione con il Ministero dello sviluppo economico per dare il via al Programma regionale finalizzato a sostenere la realizzazione di diagnosi energetiche nelle piccole e medie imprese o l’adozione di sistemi di gestione dell’energia conformi alle norme ISO 50001.

La data di avvio del programma è prevista per il 1° gennaio 2017 e la conclusione al 31 dicembre 2019.

Tra gli interventi ammissibili nell’ambito della realizzazione delle diagnosi energetiche si sono aggiunti anche “gli interventi che implicano solo modifiche gestionali, senza investimenti strumentali – come riportato in delibera -, purché sia documentato il risparmio energetico conseguito”.

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Che sarà dell’ ECOBONUS ?

L’85% degli italiani ritiene che l’Italia in futuro dovrebbe puntare sull’energia solare e il 67% su quella eolica.

È quanto emerge dalla XIV edizione del rapporto “Gli Italiani e il solare – Rinnovabili ed efficienza”, realizzato dalla Fondazione UniVerde e IPR Marketing in collaborazione con Cobat, presentato in occasione del IX Forum Qualenergia?.

Si conferma ancora una volta il favore verso le fonti alternative piuttosto che per quelle tradizionali come il carbone, il nucleare, il gas metano e il petrolio (che raggiungono totalmente appena il 13%). Il 90% del campione (dato che si mantiene invariato rispetto allo scorso anno) non ha dubbi sui benefici che l’energia solare può avere per l’ambiente e la considera del tutto sicura. Il 65% ha pensato di utilizzarla ma scegliere questa nuova fonte energetica è ancora burocraticamente troppo difficile (per il 63%); troppo caro da sostenere e da gestire (per il 51%); dispendioso (per il 48%) e tecnicamente complesso (per il 36%).

Nonostante la valutazione di alcuni aspetti negativi, i dati raccolti nel novembre 2016 registrano come gli italiani siano favorevoli a raggiungere, entro il 2050, l’obiettivo del 100% di energia rinnovabile (il 75%). A tal proposito, come nella scorsa analisi, l’89% considera necessario da parte del Governo ripristinare gli incentivi al solare. Se si facilitasse l’autoconsumo e la burocrazia, il 53% sarebbe disposto a installare pannelli fotovoltaici. Positiva anche la prospettiva futura sul mercato energetico che per la prima volta entra nella rilevazione. Oltre il 60% pensa che ci sarà un netto passaggio alle rinnovabili e solo il 2% ritiene che continueremo a dipendere dalle fonti fossili.

Carbon tax. L’83% (stessa percentuale del 2015) è favorevole alla carbon tax sulle attività che producono emissioni di CO2. Sul primato che l’Italia potrebbe avere nel settore dell’energia solare, il campione (57%) sottolinea i vantaggi nel generare posti di lavoro.

Efficienza energetica. Rispetto all’efficienza energetica delle abitazioni, il 61%, valutando il livello energetico della propria casa, risponde che è sicuramente da migliorare con interventi per contenere gli sprechi (solo il 30% li ha già ridotti) come ad esempio rivestimenti esterni con isolanti; impianti fotovoltaici e pannelli solari per l’acqua calda. L’”ecobonus”, la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, è giudicato positivamente dal 69% del campione e andrebbe rafforzato per l’81%.

Sistemi di accumulo. Anche in questa edizione, il rapporto include un focus su: “Storage e Recycling”. Il target conferma la sua conoscenza sui sistemi di accumulo di energia, batterie che consentono di conservare l’energia prodotta per utilizzare al meglio le rinnovabili che sono discontinue. Per il 71% dovrebbero essere incentivati. L’80% investirebbe in un sistema combinato di moduli fotovoltaici e batterie per utilizzare l’energia anche in assenza di sole.

Riciclo a fine vita dei pannelli solari. Si conferma anche quest’anno un livello di disinformazione molto alto sul riciclo a fine vita dei pannelli solari, ma il 93%, se dovesse installare un impianto, acquisterebbe, possibilmente a parità di prezzo, i moduli da produttori che ne garantiscano il ritiro gratuito e il corretto smaltimento. Il 63%, infatti, pensa sia importante anche incentivare questo tipo di riciclo.

Cambiamenti climatici. Sui cambiamenti climatici, il 94% non ha dubbi che il clima negli ultimi anni sia cambiato e per il 71% è un’emergenza da affrontare. C’è poca fiducia sull’atteggiamento dei Governi considerati ipocriti e incoerenti nell’affrontare la questione climatica (54%). Più del 60% del campione dichiara che con l’elezione di Donald Trump, nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America, ci sarà un peggioramento sulla tutela ambientale perché (per il 68%) favorirà gli interessi delle lobby petrolifere e non rispetterà l’Accordo di Parigi e l’impegno di ridurre le emissioni di gas serra e di contenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi centigradi, bloccando così anche lo sviluppo delle rinnovabili. L’Europa, rispetto all’Accordo di Parigi, raggiunto durante la COP21, e alla nuova elezione di Trump, dovrebbe andare avanti con determinazione anche senza l’appoggio degli Stati Uniti (per il 41%) oppure vincolarli agli impegni presi (32%).

Aumenta anche la sfiducia sugli accordi presi a Parigi considerati per il 73% degli intervistati sono solo buone intenzioni che non saranno effettivamente messe in pratica.

Per la prima volta, il 68% degli italiani dichiara che voterebbe per un politico attento alle questioni ambientali. Il 59% sostiene che rispetto al 2007, quando fu definita la strategia europea 20/20/20 sui cambiamenti climatici, i politici in tema di ambiente non si impegnano per nulla e che l’ambiente sia diventato un tema del tutto ignorato dalla classe politica.

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Comune di Pescara: parte il progetto “Abitare Sostenibile”

I  VANTAGGI ED I BENEFICI  PER I CONDOMINI PARTECIPANTI

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La realizzazione del “Protocollo Abitare Sostenibile” prevede una articolazione efficace e diretta:

  • I cittadini proprietari e gli Amministratori del patrimonio edilizio, potranno attingere alle informazioni del data-base per contattare gli operatori economici, grazie alle informazioni disponibili nel portale;
  • In relazione a quanto sopra il data-base informatico sarà composto da tre distinti elenchi di operatori economici :
    1. Elenco delle E.S.CO. Certificate UNI CEI 11352 con allegato portfolio di interventi analoghi effettuati;
    2. Elenco degli Istituti di Credito disponibili al finanziamento, con allegato riepilogo di patti e condizioni:
    3. Elenco di Installatori qualificati del settore con allegato portfolio interventi analoghi effettuati.
  • Le iniziative per conseguire una migliore efficienza energetica degli edifici privati possono essere svolte:
    1. Con il Meccanismo del F.T.T. (Finanziamento Tramite terzi) come definite dal D.Lgs. n. 115/08 e s.i.m. e tramite l’accesso ai servizi di una Società E.S.CO. aderente al Protocollo e censita nel data base;
    2. Con il Finanziamento diretto da parte di Istituti di Credito aderenti al presente Protocollo, per la realizzazione degli interventi con iniziativa diretta degli utenti;
    3. Con fondi propri e con il support tecnico di installatori qualificati e presenti nell’apposito data base, alla sezione apposita;
  • I cittadini proprietari contatteranno direttamente gli operatori iscritti, secondo le rispettive necessità ed orientamenti sul tipo di intervento (A, B o C), avviando trattative dirette con i referenti scelti dall’elenco e contattati autonomamente;
  • Le società S.CO. e le Ditte Installatrici che realizzeranno e/o gestiranno gli impoianti, sottoscriveranno l’impregno di comunicare al Comune di Pescara la rendicontazione dei risparmi ottenuti dopo il primo ciclo di miglioramento, al fine di consentire le attività di monitoraggio dei risparmi e di riduzione delle emission clima-alteranti;
  • Gli Enti ed Organismo aderenti al presente Protocollo garantiranno solo ed esclusivamente la fase organizzativa ed informative, escludendosi ogni forma di partecipazione diretta o assunzione di responsabilità nella sottoscrizzione e realizzazione dei contratti di servizio, di appalto e di finanziamento attivati tra I cittadini e gli operatori economici iscritti agli Elenchi;
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Condominio: nuovi obblighi e ripartizione costi

Nuove regole in tema di efficienza energetica per immobili dotati di impianto di riscaldamento centralizzato: normativa e applicazione.

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Normativa e scadenze

In merito si ricorda che a partire dal 31 dicembre 2016 diventerà obbligatorio installare valvole termostatiche e contabilizzatori di calore in tutti gli immobili dotati di impianto di riscaldamento centralizzato, per contenere i consumi adeguandosi alle nuove regole imposte dalla normativa, il Dlgs 141/2016 contenente “Disposizioni integrative al decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE”. L’obiettivo della norma è di ottenere un sensibile risparmio energetico nel periodo di tempo compreso tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2020.

È in particolare l’articolo 9 del Decreto a prevedere l’obbligo di installazione di un contatore di fornitura in corrispondenza dello scambiatore di calore di collegamento alla rete o del punto di fornitura dell’edificio e la suddivisione delle spese in base ai consumi effettivi. Obbligo che vige nei casi di teleriscaldamento o teleraffreddamento, o impianti centralizzati, tipicamente presenti nei condomini.

Sotto contatori

Ogni immobile dovrà inoltre istallare un sotto-contatore per misurare il consumo energetico della propria unità immobiliare. La norma precisa che eventuali casi di impossibilità tecnica alla installazione dei suddetti sistemi di contabilizzazione o di inefficienza in termini di costi e sproporzione rispetto ai risparmi energetici potenziali, devono essere riportati in apposita relazione tecnica del progettista o del tecnico abilitato.

Tuttavia, nel caso in cui non sia possibile utilizzare dei sotto-contatori, i proprietari delle singole unità immobiliari dovranno avere cura di installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per quantificare il consumo di calore in corrispondenza di ciascun corpo scaldante all’interno delle unità immobiliari, secondo quanto previsto dalle norme tecniche vigenti, salvo che l’installazione di tali sistemi non risulti efficiente in termini di costi con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN 15459.

Suddivisione delle spese

La norma prevede che, per la corretta suddivisione delle spese connesse al consumo di calore per il riscaldamento, il raffreddamento delle unità immobiliari e delle aree comuni, nonché per l’uso di acqua calda per il fabbisogno domestico, se prodotta in modo centralizzato, l’importo complessivo sia suddiviso in base agli effettivi prelievi volontari di energia termica utile e ai costi generali per la manutenzione dell’impianto secondo quanto previsto dalla norma UNI 10200 e successive modifiche e aggiornamenti.

Nel caso in cui tale norma non sia applicabile o laddove siano comprovate, tramite apposita relazione tecnica asseverata, differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari costituenti il condominio o l’edificio polifunzionale superiori al 50%, è possibile suddividere l’importo complessivo tra gli utenti finali attribuendo una quota di almeno il 70% agli effettivi prelievi volontari di energia termica.

È fatta salva la possibilità, per la prima stagione termica successiva all’installazione dei dispositivi di cui al presente comma, che la suddivisione si determini in base ai soli millesimi di proprietà. Le disposizioni di cui alla presente lettera sono facoltative nei condomini o gli edifici polifunzionali ove alla data di entrata in vigore del presente decreto si sia già provveduto all’installazione dei dispositivi di cui al presente comma e si sia già provveduto alla relativa suddivisione delle spese.

Sanzioni

L’articolo 16 del Decreto riporta poi le sanzioni che vanno da 500 euro a 2.500 euro per unità immobiliare nel caso in cui non si provveda ad installare tali sistemi entro la data prefissata.

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